in libreria

NITRO

il primo romanzo di Sara D’Amario 

 

 

 

Baldini Castoldi Dalai editore

 

47 ore nella vita di tredici persone normali, di varie età e estrazione sociale, abituate a vivere in una normale confusione dei sentimenti.

Alcune di loro si conoscono e hanno una relazione, altre si sfiorano senza sapere di essere collegate indirettamente, altre non si incontreranno mai.

Ad ognuno capita qualcosa, qualcosa di normale tutto sommato, ma che è come un’esplosione che lo fa crollare o almeno vacillare e lo obbliga a fare una scelta prima di andare avanti.

 

In questa storia non c’è niente di giusto o fintamente ordinato.

In Nitro tutto stona, anche se suona “normale”, come qualcosa di “familiare”, di non troppo lontano da ciò che viviamo, sentiamo o a cui assistiamo quotidianamente.

 

Volevo che Nitro fosse come una fotografia, come una serie di scatti ad un gruppo di persone “pedinate” per un numero limitato di ore. Non è un romanzo che scava nella psicologia di queste persone, anche se alcuni accennano al loro passato, alla loro storia.

Ognuno di noi è libero di guardare la fotografia, di esplorarne i dettagli, immaginandosi il prima e il dopo lo scatto.

 

La struttura di Nitro è un meccanismo a orologeria, un conto alla rovescia, in cui seguiamo a tappe l’incastro delle vicissitudini di queste tredici persone.

 

Ogni cosa che ho scritto potrebbe accadere nella realtà. E forse è accaduta.

 

 

PER RASSEGNA STAMPA E RECENSIONI: www.myspace.com/saradamario

 

APPUNTAMENTI

 

in TV: dal 9 settembre “Distretto di Polizia 8” di A. Capone

           a dicembre  “Scusate il Disturbo” di Luca Manfredi (due puntate, Rai1)

al cinema: a novembre “Ragazzo padre” di L. Lucini

                dal 19 dicembre “Il cosmo sul comò” di M. Cesena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Volevo che Nitro fosse come una fotografia, come una serie di scatti ad un gruppo di persone “pedinate” per un numero limitato di ore. Non è un romanzo che scava nella psicologia di queste persone, anche se alcuni accennano a qualcosa che appartiene al loro passato, alla loro storia.

Ognuno di noi è libero di guardare la fotografia, di esplorarne i dettagli, immaginandosi il prima e il dopo lo scatto.

 

L’inizio di Nitro mi è venuto in mente circa tre anni fa: avevo scritto la prima pagina pensando che da lì poteva nascere una storia che ancora non conoscevo. Dopo circa un anno, rileggendola, è arrivata la storia.

Pensare ai personaggi che avrei voluto far vivere e inventarmi le vicende in cui coinvolgerli è stato un momento creativo mai provato prima, o comunque molto diverso da quelli che vivo da attrice, mentre studio e mi preparo a prestarmi a un personaggio.

La grande differenza forse sta proprio nel fatto che da attrice do vita a personaggi che altri hanno creato, mentre da autrice ho provato la gioia e la fatica di essere io stessa a immaginarli, a crearli.

Un’altra profonda differenza è data dal fatto che i personaggi che interpreto come attrice vivono attraverso me, mentre quelli che ho scritto vivono da soli sulle pagine del libro e poi nella testa e forse, alcuni, nel cuore di chi li leggerà.

Ho trovato più faticoso scrivere che recitare. Come attrice ho a mia disposizione la voce con tutte le sue tonalità colori e sfumature, ho le pause, i silenzi, gli occhi, la mimica, il corpo, il respiro… per raccontare un personaggio ho tutta me stessa, ferma o in movimento, da sola o in relazione con altri, altrettanto vivi…

Da autrice avevo solo le parole per cercare di dire esattamente ciò che volevo, nel modo più chiaro e accattivante possibile. E per giunta stando ferma, seduta davanti al computer…

Bellissima esperienza. In alcuni momenti mi è successo di stupirmi per quello che stava accadendo ai personaggi che avevo creato, che a volte sembravano davvero avere vita propria e io sembravo diventare solo un tramite, qualcuno che scriveva ciò che loro dicevano o pensavano… Quando è successo che i personaggi andassero al di là di ciò che io avevo previsto o studiato o deciso per loro, ho provato una gioia e un’emozione che non avrei mai immaginato.

Dicendo questo non voglio sembrare presuntuosa; se cercassi una eco pirandelliana sarei ridicola… Semmai l’emozione che ho vissuto è un omaggio con cui rinnovo, in tutta umiltà, la mia ammirazione per l’intuizione e il genio di Pirandello.

 

La struttura di Nitro è un meccanismo abbastanza complesso, una specie di conto alla rovescia, in cui seguiamo a tappe l’incastro delle vicissitudini di queste tredici persone.

All’inizio ho costruito uno schema, che però ho modificato varie volte man mano che procedevo nella scrittura; c’erano personaggi che poi sono spariti per lasciare il posto ad altri che non avevo immaginato ma che, con lo svilupparsi degli intrecci, mi servivano per far avanzare il racconto; ho portato i personaggi in luoghi che a volte non avevo previsto a fare cose che ho capito che dovevano o potevano accadere solo nel momento in cui erano lì.

 

Spero che la storia che ho raccontato sia divertente anche se iper-realista: ogni cosa che ho scritto potrebbe accadere nella realtà. E forse è accaduta.

Spero di far fare a chi legge un viaggio di 47 ore insieme a quelle tredici persone…

 

Adesso sto scrivendo un’altra storia, una commedia direi, dove c’è solo un protagonista, una donna. Vediamo dove mi porterà al di là di quello che ho già immaginato di lei e per la sua vita e che ho già scelto di raccontare…

 

 

 

CINEMA

 

 

Dall’ 8 febbraio 2008 CAOS CALMO di A. Grimaldi

 

Dal 21 marzo 2008 COLPO D’OCCHIO di S. Rubini

 

Maggio 2008 LA RAGAZZA DEL LAGO di A. Molaioli

 

 

 

 

IN DVD

 

 Spingendo la notte più in là

di M. Calabresi, regia di L. Zingaretti